L’allattamento materno, tra istinto e apprendimento

L’allattamento materno, tra istinto e apprendimento

Ne abbiamo parlato con Nicoletta Boero, Consulente professionale in allattamento IBCLC

L’allattamento è, per molti versi, un fatto istintivo: se si appoggia un bambino appena nato sul ventre materno, infatti, egli si spinge verso il seno, iniziando a succhiare, e questo perché la natura ha “programmato” la mamma e il bambino, sia dal punto di vista anatomico sia da quello fisiologico, per affrontare quel momento. L’allattamento è, però, anche un fatto culturale e questo significa che se la mamma, nel corso della sua vita, non ha mai assistito all’esperienza dell’allattamento o non ha accanto persone che, avendola vissuta, possono in qualche modo trasmettergliela, allora quel fatto istintivo e naturale può rivelarsi più complesso del previsto.

È per far fronte queste situazioni che è nata la figura dell’IBCLC, acronimo di International Board Certified Lactation Consultant, in italiano Consulente Professionale in Allattamento Materno. Ne abbiamo parlato con Nicoletta Boero, astigiana, Consulente Professionale in Allattamento Materno dell’AICPAM (Associazione Italiana dei Consulenti Professionali in Allattamento Materno) che collabora con Fab fornendo consulenze in allattamento, innovativo servizio cui i nostri Soci possono accedere scegliendo in nuovo Piano Mutualistico Start.

Cos’è un Consulente in Allattamento e qual è il suo ruolo?

Il Consulente in Allattamento è un professionista specializzato  nella gestione clinica dell’allattamento materno il cui compito è quello di sostenere i bisogni e i desideri delle donne che scelgono di allattare. Si tratta, dunque, di una figura professionale preparata a sostenere la donna in un momento delicato della sua vita, rispettando le sue richieste e i suoi desideri, ma anche un codice deontologico e le evidenze scientifiche. Ciò significa che il Consulente informa la donna, ma non prende decisioni al suo posto né la invita o la forza a percorrere una strada piuttosto che l’altra.

Ciò significa, dunque, che ogni strategia viene concordata dall’IBCLC insieme alla mamma?

Esatto, perché è necessario in confronto per meglio comprendere quale sia la strada più giusta da seguire, perché ogni storia è diversa, ogni consulenza è diversa, ogni diade mamma-bambino è diversa e non è detto che le strategie adottate con una donna possano andare bene anche con un’altra.

Come si può accompagnare una futura o neo mamma ad una scelta serena dell’allattamento?

Informandola correttamente riguardo alle pratiche quotidiane di gestione e accudimento che possono incidere sull’allattamento e declinandole insieme a lei nella sua vita e nella sua specifica pratica quotidiana. Per questo motivo, come dicevamo prima, ogni consulenza è a sé e diversa a seconda della diade mamma-bimbo che si ha di fronte e della famiglia che la circonda.

Perché è consigliabile che una donna che sceglie l’allattamento materno incontri un Consulente?

Perché è provato, anche nelle istituzioni sanitarie, che l’incontro e il confronto con una Consulente non solo migliora gli esiti dell’allattamento, ma abbassa i costi sanitari, aumenta la soddisfazione della donna e migliora la sua fiducia e quella della sua famiglia.

Quando e come può essere utile l’incontro con Consulente Professionale in Allattamento Materno?

L’incontro, o meglio gli incontri, possono avvenire in tre diversi momenti. In primo luogo nel corso della gravidanza, fornendo sia informazioni preparto sull’avvio e la fisiologia della lattazionesia informazioni specifiche in caso di labiopalatoschisi o altre problematiche. In secondo luogo, negli ospedali disposti a collaborare,offrendo un supporto in fase di avvio della lattazione subito dopo il parto, accompagnando la neomamma nell’avvio e nel mantenimento della lattazione in caso di separazione dal neonato o nei casi di gemellarità, di bambini prematuri, con patologie o con labiopalatoschisi, ma anche controllando se la posizione del bambino e il modo in cui si attacca al seno sono corretti, cercando di prevenire l’insorgere di ragadi, consigliando come gestire la montata o come ottimizzare la produzione di latte. Infine, al ritorno a casa della mamma e del bambino, per prevenire problemi, controllare l’attacco e la posizione, gestire la crescita del bambino, risolvere problemi di ragadi e ingorghi, per tornare ad un allattamento esclusivo e aumentare la produzione di latte.

Ci sono altri momenti, una volta avviato positivamente l’allattamento, che possono richiedere l’intervento di un Consulente?

Può essere necessario un nuovo confronto sia durante il periodo dell’introduzione dei cibi solidi sia per gestire il rientro lavorativo della mamma e mantenere la produzione di latte; l’incontro con un Consulente in Allattamento può, inoltre, risultare utile in caso di patologie della mamma o del bimbo, fatto salvo comunque che debbano essere demandate al medico, al pediatra o al ginecologo la diagnosi e le eventuali cure compatibili con l’allattamento. Infine, un incontro può rivelarsi efficace per accompagnare serenamente la mamma durante la conclusione del proprio allattamento.