A Ginevra l’assemblea dell’OMS

A Ginevra l’assemblea dell’OMS

Sfide e obiettivi per l’assistenza sanitaria e la salute della popolazione mondiale.

«Entro il 2023, dobbiamo salvare la vita di 29 milioni di persone». È questo uno degli obiettivi che si è posto il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Tedros Adhanom Ghebreyesus, e che è stato illustrato alla settantunesima Assemblea Mondiale dell’OMS. L’Assemblea si è tenuta a Ginevra, dove i delegati dei 194 Stati membri dell’Organizzazione si sono confrontati, dal 21 al 26 maggio, sugli obiettivi raggiunti in termini di assistenza sanitaria e salute della popolazione mondiale e sulle sfide da affrontare nel prossimo futuro.

L’obiettivo del “triplo miliardo”

Proprio in quest’ottica che si inserisce l’ambizioso programma del Direttore Generale: dopo un anno di intenso confronto tra Paesi membri, partner ed esperti, è stato redatto il Programma Generale di Lavoro dell’OMS per i prossimi cinque anni, che è stato discusso dall’Assemblea. Tra i punti che sono stati evidenziati, quello del “triplo miliardo”: un miliardo di persone in più dovrà beneficiare della copertura sanitaria universale; un miliardo di persone in più dovrà essere tutelato in modo migliore dalle emergenze sanitarie; un miliardo di persone in più dovrà godere di uno stato di salute e di benessere migliore.

I progressi degli ultimi anni e quelli auspicati per il futuro

Tra i temi trattati, poi, il ritorno dell’ebola in Africa centrale, le emergenze sanitarie, la polio, l’importanza dell’attività fisica, i vaccini, le malattie cardiache e reumatiche. I delegati si sono confrontati sui dati pubblicati nel World Health Statistics 2018 e relativi allo stato di salute della popolazione mondiale: meno della metà della popolazione mondiale, ad esempio, ha accesso ai servizi sanitari di cui ha bisogno, e se in alcune aree del mondo sono stati compiuti progressi importanti, in altre regioni questo miglioramento non si è ancora verificato.

«Questi dati – ha dichiarato Tedros -, ci indicano che la strada da percorrere è ancora molto lunga. Nonostante i grandi successi ottenuti negli ultimi anni, che ci hanno permesso di allungare l’aspettativa media di vita di 25 anni, di salvare la vita di milioni di bambini e ottenere ottimi risultati nello sradicamento di malattie mortali come il vaiolo e, presto, la polio, sono ancora troppe le persone che muoiono di malattie prevenibili; troppe finiscono in povertà per pagarsi l’assistenza sanitaria; troppe non hanno alcun accesso alle cure. E questo non è accettabile. Dal canto nostro – conclude – stiamo trasformando il modo in cui lavoriamo per raggiungere l’obiettivo più importante: creare un mondo in cui la salute sia un diritto assicurato a tutti».

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