Ezio Bosso: FAB e SBIM presentano il nuovo album del Maestro

Ezio Bosso: FAB e SBIM presentano il nuovo album del Maestro

“The 12th Room: il nuovo cd del pianista Ezio Bosso

Si intitola “The 12th Room”, vale a dire “le dodici stanze”, il nuovo cd del Maestro Ezio Bosso, pianista, compositore di fama internazionale, direttore d’orchestra, noto al grande pubblico per le colonne sonore di Io non ho paura, Quo Vadis Baby? e del recentissimo Il Ragazzo Invisibile.
Il perché della scelta del titolo lo ha spiegato recentemente lo stesso Bosso: “C’è una teoria antica – ha affermato infatti – che dice che la vita sia composta da dodici stanze. Sono le dodici in cui lasceremo qualcosa di noi, che ci ricorderanno. Dodici sono le stanze che ricorderemo quando passeremo l’ultima. Nessuno – ha proseguito – può ricordare la prima stanza perché quando nasciamo non vediamo, ma pare che questo accada nell’ultima che raggiungeremo. E quindi – ha concluso – si può tornare alla prima. E ricominciare”.
“The 12th Room“, prodotto da Egea Music, rappresenta esattamente la scaletta dell’ultimo concerto di piano solo di Ezio Bosso. Si tratta, in assoluto, del primo disco fisico di piano solo del Maestro.
Fab – Fondo Assistenza e Benessere ha scelto di essere parte attiva nella produzione del CD attraverso il progetto SBIM – Salute, Benessere in Musica, con il quale il Fondo sostiene iniziative in ambito artistico – musicale.
La scelta di Fab e Sbim di sostenere la produzione di “The 12th Room” dipende dalla particolare storia del Ezio Bosso: nel 2011, infatti il compositore torinese è stato colpito da una grave malattia autoimmune a seguito dell’asportazione di una neoplasia cerebrale. Bosso ha combattuto con forza la sua battaglia contro una malattia che lo ha sigillato nel suo corpo, costrigendolo nel buio e nell’immobilità, interrompendo dolorosamente la sua vita ed impedendogli a lungo di suonare. Grazie ad una ammirevole forza di volontà, il compositore – che oggi vive a Londra – nel 2013 è riuscito a tornare a suonare e comporre. «L’arte – ha spiegato al riguardo in un’intervista – è nata anche per vincere la paura. Bellezza dell’arte, bellezza della natura, colpo d’occhio, colpo d’orecchio, colpo di gusto, questo dovrebbe sviluppare e perseguire chi ha una responsabilità educativa».
“The 12th Room” è un doppio album: due CD che rappresentano due storie e una sola allo stesso tempo. È composto da un primo disco di 12 brani e un secondo con una sonata di 45 minuti che non si interrompe mai, per quanto sia divisa in tre movimenti.
Ogni suono è prodotto interamente dal pianoforte e le dinamiche sono state mantenute rispettando l’esecuzione, registrata quasi live e con pubblico in sala al Teatro Sociale di Gualtieri (Reggio Emilia) tra il primo e il quattro settembre 2015: la postproduzione è stata minima e basata sul concetto di far avere all’ascoltatore l’esperienza di sentirsi quasi dentro il pianoforte, come fosse il pianoforte stesso una stanza in cui entrare.
I brani, dalla forte carica empatica, rappresentano un percorso meta-narrativo dello stesso Bosso. Sono storie di stanze, che rivelano da dove egli proviene, dove si trovano le radici della musica che scrive. Rivelano i due musicisti che convivono in lui: il compositore e l’interprete.

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